STORIA DEL MOSAICO IN VETRO

Nonostante la presenza di alcuni pezzi di vetro già nei mosaici realizzati in Mesopotamia nel IV° millennio a.C., l’arte vetraria di produzione degli smalti sembra nata in Egitto, da qui trasferita in Persia, tra gli Assiri e poi in Grecia, dove la appresero i Romani.

Ma fu a Costantinopoli dal IV° secolo d.C. che l’arte vetraria avviò migliorie tecniche e da qui l’importarono i Veneziani verso la fine del XII° secolo.
Dal 1291 per questioni di sicurezza ed igiene tutta la produzione vetraria fu trasferita a Murano e qui si sviluppò fino a raggiungere alti livelli nel XV° secolo con il maestro vetrario Angelo Barovier ed il mosaicista Michele Giambono che diresse le fabbriche di Murano ed al quale si deve l’utilizzo delle infinite gamme di colore che gareggiano con il pennello.

I metodi per la produzione degli smalti sono sempre stati tenuti segreti.
Dopo un periodo di circa 2 secoli di decadenza dell’arte del mosaico, Lorenzo Radi (1804?-1874?), risollevò l’antica tradizione ed Antonio Salviati (1816-1890), con l’ aiuto e l’esperienza del Radi, creò laboratori di mosaico e sotto la sua conduzione “The Venice and Murano Glass and Mosaic Company” migliorò ulteriormente gli smalti e la tecnica di produzione dell’oro.

Anche Vincenzo Moretti, nella “Compagnia di Venezia e Murano” contribuì ad ampliare la già vasta gamma cromatica.
Nel 1888 Angelo Orsoni diventava proprietario in Venezia della fornace per la produzione degli smalti ed ori per mosaici fondata da Giandomenico Facchina.

Nel 1926 Ugo Donà rilevò le attrezzature ed operai del Radi e costituì la sua ditta. Da allora la qualità dei prodotti Donà è difficilmente raggiungibile per non dire insuperabile.

Attualmente la Mosaici Donà Murano di Donà Stefano (nipote di Ugo Donà) è l’ unica ditta artigiana che produce sia gli smalti che gli ori per mosaici con le antiche tecniche artigianali del passato.

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